Quando ero piccolo un’automobile mi investì sulla Flacca. Potevo lasciarci le penne ma così non fu e dopo 20 giorni mi dimisero. Ma avevo dolore all’addome, una trentina di punti e camminavo gobbo. Una zia che venne a trovarmi in un posto lì sul mare, disse: “Stai dritto, altrimenti sembri Andreotti!” E io: “Chi è Andreotti?” E lei: “Ma come, non sai chi è Andreotti? Guarda, d’estate vive laggiù”. E mi indicò un promontorio lontano, dov’era una villa in un bosco mediterraneo. “Lui è lì. Ora ti osserva. Lui sa tutto.” La zia rideva, ma io mica tanto. Avevo appena imparato Andreotti. Non un uomo – per me. Neppure un uomo politico – per me. Una creatura occhiuta, capace di guardarmi da lontano, vedere quanto soffrivo e approfittarne; e simile a me, curva e sopravvissuta come me. Poi gli anni sono passati, ma quell’impressione mi è rimasta: l’impressione di aver percepito un occhio che poteva vedermi e sapermi, invisibile. Uno sguardo dal quale mantenermi distante. Il potere.
Dieci anni fa (primavera 2003) andai in Molise, chiamato dalla Cgil di laggiù e da Michele Petraroia che la dirigeva, per raccogliere materiali e testimonianze con lo scopo di una biografia su un sindacalista molisano molto amato dalla sua gente: Nicola Crapsi (1899 - 1965). Così amato da sopravvivere in un quadro e da essere esposto come un santo laico ogni primo di maggio, nel corteo che attraversa il suo paese di origine, Santa Croce di Magliano. Partecipai a quel corteo, il primo maggio del 2003, dentro l’emozione del terremoto che pochi mesi prima aveva colpito il Basso Molise. Nicola Crapsi quel giorno fu portato a braccio fino a San Giuliano di Puglia, dov’erano morti gli alunni di una scuola crollata, attraverso la valle che separa i due centri, accompagnato da una banda spossata dal sole come noi tutti e fino all’epicentro della tragedia, del lutto, delle nuove rivendicazioni. L’ho raccontato qui.
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Un Pier Luigi Bersani pacato, ammaccato ma di una sincerità e onestà tali che è impossibile non volergli bene, è sceso in conferenza stampa il 26 febbraio, all’indomani di un voto che neanche Winston Churchill saprebbe gestire, e ha preso un impegno importante: niente governissimo con Berlusconi. C’è da prendere una “strada opposta”. C’è una “esigenza di novità”. Sembra dunque che il centrosinistra voglia provare a governare aprendo al Movimento 5 Stelle. E, aggiungo io, il M5S farebbe bene ad ascoltare e a rendersi disponibile. È possibile questo scenario? È probabile? È verosimile? Forse nessuna delle tre. Forse è, semplicemente, inevitabile.
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Il mio Io, il mio Super Io e soprattutto il mio Es non entreranno mai tutti nel mio Io elettorale. Perciò sono andato a votare lasciando l’Es a casa. Ma sono andato molto volentieri, perché il voto mi consente di tornare nella mia scuola elementare, diventata adesso il mio seggio.
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Chi ha visto "Django" di Tarantino potrebbe essere interessato alla storia di Phillis Wheatley (1753-1784). La prima scrittrice afroamericana. Era una schiava, catturata in Gambia, portata a Boston nel 1761 e venduta a un ricco commerciante, John Wheatley. Nel giro di pochi mesi Phillis imparò l'inglese da sé e iniziò a scrivere poesie, elegie neoclassiche. Introducendo il suo primo e unico libro, il padrone di Phillis descrisse "a young Negro Girl, who was but a few Years since, brought an uncultivated Barbarian from Africa.”
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L’Europa condanna l’Italia: carceri sovraffollate, celle anguste, detenuti che si uccidono, guardie che si uccidono. Pure io, nel mio parvulus, condanno l’Italia. Sono entrato in due carceri, poche settimane fa, a discutere di Città distrutte con dei gruppi di lettura formati da detenuti. Sono entrato a Secondigliano, dove alitano poco distanti Le Vele di Scampia, e poi a Poggioreale: carcere antico, ottocentesco, disidratato e immobile come un capodoglio.
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Lo spirito del Natale presente questa notte visiterà Monti/Ebenezer Scrooge e gli spiegherà che Bob Cratchit non può pagare le cure del figlio col salario da fame che gli passa Ebenezer. Monti/Ebenezer Scrooge proverà a tirar fuori la sua Agenda dei debitori (elenco di cifre e conti in sospeso, una minaccia più che un progetto), ma gli servirà a poco. Sarà una lunga notte e verso l'alba Ebenezer avrà corretto l'agenda, l'avrà riempita della vita che mancava, dei regali da fare, dell'aiuto da offrire, del benessere da distribuire. Quindi Monti/Ebenezer Scrooge assicurerà tutti che l'agenda è in copyleft, senza ricavarne per sé leadership o premiership ma, al limite, giusto un po' di fellowship e un poco di friendship.