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05/06/2009

Strasburgo conta, eccome se conta

Il nemico numero uno del voto per il rinnovo del Parlamento europeo è l’astensionismo. Molti in Europa non andranno a votare, convinti che Strasburgo non serva a nulla. Eppure nella legislatura che si chiude i deputati europei hanno approvato provvedimenti importanti, che hanno inciso sulla vita di tutti i cittadini. Li riassume sul quotidiano francese Libération il corrispondente Jean Quatremer. Dalla libera circolazione dei servizi alla sorveglianza sui prodotti chimici, dall’orario di lavoro al pacchetto telecomunicazioni, dalla sicurezza marittima alla riduzione dei costi per le telefonate dall’estero: non è che a Strasburgo stiano stati sempre con le mani in mano.
 


Ad esempio “la direttiva sui servizi – scrive Libération - è stata riscritta del tutto dal Parlamento nel 2006”. È stato il Parlamento, dunque, a decidere che l’”idraulico polacco” non lavorerà sotto costo negli altri paesi della Ue. Poi c’è la direttiva Reach, adottata sempre nel 2006, grazie alla quale si potrà sapere quali sono i prodotti chimici “presenti nei beni di consumo più diffusi e se sono dannosi”.

Sulla liberalizzazione dell’orario di lavoro, che la Commissione di Barroso voleva consentire oltre le 48 ore settimanali, è stato sempre Strasburgo a dire no. Mentre, ancora grazie al Parlamento europeo, “telefonare o inviare un sms dall’estero con il cellulare costerà sempre meno”.

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strasburgo idraulico polacco sms elezioni europee orario di lavoro

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Di Davide Orecchio il 05/06/2009 alle 17:51



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