15/06/2009
Fascismo che viene, sinistra che va
Dopo lo choc delle elezioni europee, il Guardian ha pensato bene di chiedersi: ma Il fascismo è di nuovo in marcia? Domanda più che legittima, per un paese, the United Kingdom, i cui elettori hanno mandato a Strasburgo ben due deputati del British National Party, che se non è fascista poco ci manca. La questione in realtà il Guardian l'ha girata a un bel gruppo di storici, che hanno risposto qui. Tra loro c'è anche Eric Hobsbawm, che però ribalta l'ordine delle non poche preoccupazioni per sostenere che il problema è un altro. “La caratteristica più sorprendente di queste elezioni non è la minaccia di estrema destra – scrive Hobsbawm -, anche se è chiaro che esiste uno spostamento a destra. La vera storia è la crisi della sinistra”.
Per lo storico inglese accadde lo stesso nel 1930, “quando l'effetto della Depressione fu quello di rafforzare la destra e annullare la sinistra – il Labour si ridusse a 50 deputati nel 1931. In seguito la sinistra tornò ad aumentare, ma non sono ottimista sulla possibilità che accada di nuovo”.
Per Hobsbawm, infatti, “i partiti socialdemocratici di tutta Europa sono in declino. Un declino non così drammatico come quello dei comunisti di una generazione fa, ma comunque marcato. La sinistra europea si appoggiava su una classe operaia che non esiste più nella sua vecchia forma, e per recuperare deve trovare una nuova ragione d’essere e un nuovo elettorato. Questo può essere difficile".
Hobsbawm ricorda che la sinistra è in difficoltà in tutto il mondo: il Labour nel Regno Unito, i socialisti francesi, i democratici italiani. “I socialisti spagnoli, uno dei pochi partiti di sinistra che hanno preso voti negli ultimi anni, sono scivolati come gli altri. La Spd in Germania non è andata malissimo, come previsto, ma non supera il 20%, e queste perdite non sono compensate dai voti della Nuova Sinistra. Abbiamo visto la demoralizzazione della sinistra francese e un certo grado di disintegrazione della sinistra in Germania. Perciò – conclude Hobsbawm – i socialdemocratici avranno bisogno di una nuova visione e una nuova base sociale”.
Per lo storico inglese accadde lo stesso nel 1930, “quando l'effetto della Depressione fu quello di rafforzare la destra e annullare la sinistra – il Labour si ridusse a 50 deputati nel 1931. In seguito la sinistra tornò ad aumentare, ma non sono ottimista sulla possibilità che accada di nuovo”.
Per Hobsbawm, infatti, “i partiti socialdemocratici di tutta Europa sono in declino. Un declino non così drammatico come quello dei comunisti di una generazione fa, ma comunque marcato. La sinistra europea si appoggiava su una classe operaia che non esiste più nella sua vecchia forma, e per recuperare deve trovare una nuova ragione d’essere e un nuovo elettorato. Questo può essere difficile".
Hobsbawm ricorda che la sinistra è in difficoltà in tutto il mondo: il Labour nel Regno Unito, i socialisti francesi, i democratici italiani. “I socialisti spagnoli, uno dei pochi partiti di sinistra che hanno preso voti negli ultimi anni, sono scivolati come gli altri. La Spd in Germania non è andata malissimo, come previsto, ma non supera il 20%, e queste perdite non sono compensate dai voti della Nuova Sinistra. Abbiamo visto la demoralizzazione della sinistra francese e un certo grado di disintegrazione della sinistra in Germania. Perciò – conclude Hobsbawm – i socialdemocratici avranno bisogno di una nuova visione e una nuova base sociale”.
Di Davide Orecchio il 15/06/2009 alle 17:24



