18/06/2009
Un inedito di Onetti (squarci di sole tra le nubi più fosche)
“En cuanto lo hicieron pasar, Carner comprendió que aquel viernes iba a ser distinto”Questa notizia non interesserà alla stragrande maggioranza degli italiani perché:
1 - la stragrande maggioranza degli italiani non legge racconti e non sa che farsene dei racconti.
2 – la stragrande maggioranza degli italiani non sa che farsene di un misconosciuto post su Juan Carlos Onetti, scrittore uruguagio (1909 - 1994).
Agìta la debita premessa, si passa alla breaking news che arriva da qui e la faccenda merita: infatti hanno scovato un racconto inedito di Onetti. Che vuol dire mai letto finora, mai pubblicato, like a virgin. S’intitola L’ultimo venerdì, El último viernes, narra di abboccamenti e interviste di routine tra un giornalista e un poliziotto, fu scritto negli anni cinquanta da qualche parte a San Telmo, Buenos Aires e oggi (non proprio alla lettera: anche ieri, oppure l'altroieri) l’ha scovato la figlia di Onetti tra carte distratte. Uscirà sulla rivista Turia, degno omaggio nel centenario della nascita (Onetti: 1909 - 2009). Prima o poi capiterà sotto agli occhi di chi s’è letto the best of (Tan triste come ella, Jacob y el otro, Un sueño realizado, La cara de la desgracia e via elencando e via stupefacendosi) e anche di chi no.
Prima o poi i racconti avranno il loro trono, mentre Onetti ha già il suo scettro.
Su El País (troppa grazia) hanno messo il comincio:
“En cuanto lo hicieron pasar, Carner comprendió que aquel viernes iba a ser distinto. Creyó recordar tímidas premoniciones, trató de protegerse despidiéndose de la larga sala de espera que acababa de dejar, de la noche o el día eternos que imponían los tubos fluorescentes, de la humanidad pobre y silenciosa que se rozaba los hombros en los bancos sin respaldo, conservando rígidos los cuerpos durante horas, temiendo que su abandono significara la renuncia a su esperanza”.
good night
Di Davide Orecchio il 18/06/2009 alle 00:29



