29/06/2009
Nomi di Suv
A cosa serve un Suv e qual è il suo ambiente ideale? Ovvero: porteresti un paio di bermuda in settimana bianca? Indosseresti una giacca di tweed irlandese al mare, d’estate? E un Suv a Roma, lo guideresti?Sarà banale come incipit, ma i nomi hanno un significato. Insomma, se dai un nome a un oggetto vorrai anche lanciare un messaggio, o no? Assegnargli una funzione, alla COSA; collocarla, una volta nominata, in un reticolo di informazioni tipo: a che serve, dove portarla e dove non portarla, come e quando usarla e via dicendo. Ad esempio: chi inventò i pantaloni bermuda (termine evocativo a volte sostituito dal più funzionale “shorts”) pensò bene di chiamarli come l’arcipelago corallino per far capire a chi non se ne fosse accorto che non era il caso di metterli nella valigia della settimana bianca.
Cose, nomi, funzioni. Proviamo a fare questo gioco con Suv e simili (veicoli di dimensioni spropositate infiltrati da una razza aliena nelle città del nostro pianeta come cavalli di Troia, in vista di una futura invasione quando saremo ormai tutti imbelli e spossati). Ho buttato giù una lista di nomi di Suv e fuoristrada servendomi dell’elenco tassonomico stilato da Igor, un’agenzia californiana di “Naming and Branding”. Il risultato è che non ho trovato nella sfilza neanche un nome che avesse dentro parole chiave tipo, che so: città, vicoli, leggerezza… No, non è solo la palla a essere più grande. È proprio il campo da gioco che è un altro.
Partiamo dal primo, patetico (per lo stile urbano de noantri) esempio: il Pajero (my god), che tradotto dallo spagnolo significa: “persona che trasporta o vende paglia”. Estendere il significato al macchinone per ricavare quanto segue: mezzo per circolare tra un granaio e l’altro, fuori dal ranch, verso l’altopiano, nella prateria, oltre lo sterrato, I suppose. Che c’entra con le strade di Roma? Che c’entra con via della Scrofa il Pajero che ho visto occuparla in lungo e in largo la settimana scorsa? E il tipo in abito scuro stile Men in Black che lo guidava tutto solo, immagino che l’unica paglia che ha maneggiato in vita sua sia di quelle che si rollano.
Passiamo ai nomi che evocano stirpi più o meno esotiche: Cherokee, Comanche, Touareg. Cos’hanno in comune? È semplice, baby, lo spazio. I primi cavalcavano le pianure del Nordamerica, i secondi i deserti del New Mexico, mentre i tuareg si sa: sono i nomadi del Sahara. Libertà di movimento, assenza di ostacoli, vita all’aria aperta. Qualcuno l’ha spiegato alla biondazza che adopera il Cherokee per accompagnare il figlio in piscina, o per fare un salto al vivaio, e che magari lo parcheggia in doppia fila per un acquisto al volo in macelleria, che ne sta facendo un uso improprio e anche, diciamola tutta, da coglioni?
Altri nomi
Sorvoliamo sugli Scout, i Murano, i Terios e i Grand Vitara. Indugiamo appena un po’ più a lungo sui vari e sinistri Hummer, Defender, Trooper, Armada e Frontier (qui si tratta di lessico quasi bellico, roba da invasione dell’Iraq). Non trascuriamo i classici Jeep, Land Cruiser, Overland, Range Rover, senza scordare i Pathfinder, Highlander, Travelall, Discovery, Excursion, Expedition, Explorer, Freelander, Mountaineer, Navigator, Tracker, Escalade. Concludiamo con l’ultimo treno, quello degli Avalanche, Cayenne, Safari, Tundra, Typhoon, Montana, Sequoia e Yukon.
Cercatracce e montanari, navi da crociera da terraferma e terra libera, viaggiatutto ed escursori, navigatori, scalatori. La missione dei bestioni ci è chiara. Allora perché nella mia città - che ha strade simili a budella, vicoli medievali, piazze barocche, grandi arterie che si possono definire tali solo perché sono otturate – abbondano i Touaregguidatori e i Jeepmissionari? È solo colpa della loro stupidità o l’invasione aliena è già iniziata? Chi ne governa gli ottenebrati cervelli? E, ultima domanda, qualche sera fa un Land Rover stava appachidermato sulla Salita del Grillo (giusto dietro al Foro romano): si sa a quale imbecille appartenga?
Di Davide Orecchio il 29/06/2009 alle 01:15
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Cosa dire del come le pubblicità che ce li propinano? Strade di centri abitati deserte all'ora di punta, spiagge d'agosto senza ombra di esseri umani, ponti d'asfalto che attraversano mari azzurri che sembrano laghi tanto sono placidi, picchi innevati dove non arriva nemmeno il gatto delle nevi... e i suv che in vicoli deserti (il paradiso del parcheggio!) si esibiscono in salti coreografici che farebbero ri-morire d'invidia Gene Kelly!
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Il governo Prodi voleva tassare i SUV, poi, scalando scalando, ha invece tassato il bollo delle macchine Euro Zero che non appartengono proprio alle categorie sociali dei possessori di SUV !!
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hai ragione, è una guerra persa! allora direi: che si comprino pure i Suv, ma li lascino fuori delle nostre città
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Sottigliezze o stupidità della rete, e dunque dei computer: qui a fianco, sulla colonna, troneggiano cataloghi e proposte di vendita di Suv!
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