13/07/2009
Candidati
Domenica notte (ma notte sul serio), di ritorno dal mare sull’infausta Pontina ascoltavo una Radio Radicale molto dedicata al Piddì. È lì che a un certo punto hanno letto un’Ansa: “Beppe Grillo si candida alle primarie”, e dopo una qualche stupefazione iniziale due vecchie volpi come Marco Pannella e il direttore Massimo Bordin commentavano: “Ci sarà da divertirsi…”, col tono roco e romano di chi già le ha viste tutte e molte altre se ne aspetta.
Poi Marco Follini ha spiegato a Pannella, Bordin e noialtri all’ascolto il meccanismo uno e trino di queste primarie:
la scadenza del 21/7 per l’iscrizione, il passaggio in Congresso/Convenzione dove chi si candida deve raccogliere almeno il 5% dei consensi, quindi le primarie vere e proprie aperte all’universo mondo e degno Colosseo per la sfida, ma infine, se alle primarie nessuno vince con la maggioranza assoluta (che significa che se prendi il 49% non basta), ritorno all’Assemblea, pericoloso proscenio per colpi di teatro, alleanze scaccia-intrusi e ribaltamenti pro-segretariali (dico: che farebbero Franceschini e Bersani se Marino prendesse più voti di tutti?). Allora ho umilmente pensato, e a malincuore, che c’hanno ragione loro: “Ce sarà da divertisse”.
Poi Marco Follini ha spiegato a Pannella, Bordin e noialtri all’ascolto il meccanismo uno e trino di queste primarie:
la scadenza del 21/7 per l’iscrizione, il passaggio in Congresso/Convenzione dove chi si candida deve raccogliere almeno il 5% dei consensi, quindi le primarie vere e proprie aperte all’universo mondo e degno Colosseo per la sfida, ma infine, se alle primarie nessuno vince con la maggioranza assoluta (che significa che se prendi il 49% non basta), ritorno all’Assemblea, pericoloso proscenio per colpi di teatro, alleanze scaccia-intrusi e ribaltamenti pro-segretariali (dico: che farebbero Franceschini e Bersani se Marino prendesse più voti di tutti?). Allora ho umilmente pensato, e a malincuore, che c’hanno ragione loro: “Ce sarà da divertisse”.
Di Davide Orecchio il 13/07/2009 alle 19:56
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Ieri sera ero alla festa del Pd-Democratic Party-Caracalla-Roma. Ho chiesto ai volontari del ristorante dove fosse possibile trovare un banchetto per iscriversi al partito. Mi hanno portato la carbonara e le patatine fritte, con gentilezza ed efficienza. E poi: "Si c'è un banchetto, in fondo" hanno detto. In fondo a cosa? Ilaria
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