09/11/2009
31 secondi
In 31 secondi ho ripreso le tessere del domino mentre cadevano come cadde il Muro di Berlino vent'anni fa.
Ma questo è successo:
dopo due ore e mezzo trascorse sull'attenti sotto la pioggia (probabilmente erano le lacrime di Erich Honecker);
dopo mezz'ora di musica appena percepita dagli altoparlanti;
dopo l'ascolto di discorsi interminabili;
dopo tre minuti di tortura inflitta dall'inno di Jon Bon Jovi, brano che l'ex biondazzo pop-sexy-metal degli anni Ottanta ha cantato in playback deprimendo la folla più di quanto quarant'anni di socialismo reale avevano depresso i tedeschi dell'est.
Vent'anni fa, quando cadde sul serio, il Muro cadde molto più in fretta di oggi. E se avesse saputo che dietro l'angolo c'era Bon Jovi, avrebbe barcollato per un bel po' prima di lasciarsi abbattere.
Eppure ne è valsa la pena: 9-11-2009.
Di Davide Orecchio il 09/11/2009 alle 23:59



