23/09/2009
Una questione privata
Berlino, cronache del Muro / 2
In tutte le rivoluzioni arriva il momento in cui le cose prendono una brutta piega. Se ne accorsero i Girondini e i marinai di Kronstadt. Ma a Berlino, 20 anni fa, qualcosa andò storto sin dall’inizio. O meglio: non ci fu alcun inizio. Nel senso che non appena quel benedetto Muro fu fatto a pezzi, la politica ammutolì con lui. Non la politica di Helmut Kohl, che cannibalizzò la storia e la condusse come un’auto a 200 all’ora. La politica della società, dei tedeschi dell’Est che fino al giorno prima si erano mobilitati per cosette da nulla come libertà, democrazia, partecipazione.
Questa è la storia del Neues Forum, ricostruita dalla Taz in un articolo da conservare. Cos’era il Neues Forum? Era la spina nel fianco della Sed. L’incubo delle notti di Honecker. O meglio, lo fu per qualche mese. Fondato nel settembre del 1989 da un gruppo di artisti e intellettuali della DDR, tra i quali la pittrice Bärbel Bohley, all’insegna del motto “i tempi sono maturi”, arriva a portare in piazza migliaia di persone nella patria della Stasi e dei Vopos. Contestazione, cambiamento, lotta alla dittatura: gli ingredienti per una primavera di Praga in salsa berlinese ci sono tutti.
Ma all’improvviso il fuoco si spegne. Il 9 novembre crolla il Muro e la partecipazione civile alle proteste evapora: “fu sostituita dagli spot televisivi e dal modello occidentale”, raccontano i fondatori del Neues Forum alla Taz. “Quella svolta epocale stravolse le vite private delle persone. Per la partecipazione politica non ci furono più le forze”.
Le strade della contestazione lasciarono il passo alle strade delle vetrine. Il Ku’damm vinse la battaglia col semplice silenzio della sua opulenza.
Così il Neues Forum finì in archivio. Herr Kohl cucinò una riunificazione fast food. I tedeschi furono di nuovo un popolo. La società tornò liquida e silenziosa. La società rinunciò alla politica, non inventò nulla di politicamente nuovo.
Ma: se non allora, quando?
In tutte le rivoluzioni arriva il momento in cui le cose prendono una brutta piega. Se ne accorsero i Girondini e i marinai di Kronstadt. Ma a Berlino, 20 anni fa, qualcosa andò storto sin dall’inizio. O meglio: non ci fu alcun inizio. Nel senso che non appena quel benedetto Muro fu fatto a pezzi, la politica ammutolì con lui. Non la politica di Helmut Kohl, che cannibalizzò la storia e la condusse come un’auto a 200 all’ora. La politica della società, dei tedeschi dell’Est che fino al giorno prima si erano mobilitati per cosette da nulla come libertà, democrazia, partecipazione.

Ma all’improvviso il fuoco si spegne. Il 9 novembre crolla il Muro e la partecipazione civile alle proteste evapora: “fu sostituita dagli spot televisivi e dal modello occidentale”, raccontano i fondatori del Neues Forum alla Taz. “Quella svolta epocale stravolse le vite private delle persone. Per la partecipazione politica non ci furono più le forze”.
Le strade della contestazione lasciarono il passo alle strade delle vetrine. Il Ku’damm vinse la battaglia col semplice silenzio della sua opulenza.
Così il Neues Forum finì in archivio. Herr Kohl cucinò una riunificazione fast food. I tedeschi furono di nuovo un popolo. La società tornò liquida e silenziosa. La società rinunciò alla politica, non inventò nulla di politicamente nuovo.
Ma: se non allora, quando?
Di Davide Orecchio il 23/09/2009 alle 19:28
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1
Un Semplice Muro, che determina libertà....
in un mondo dove internet sconfina e avvicina
informazioni disinformanti
libertà legate all'elettricità
ed a una presenza obbligatoria
che ci confonde dalla natura
Muri che crollano, e barriere mentali che si erigono...
tra omofobie e nuovi razzismi di ogni tipo...
l'uomo si isola dietro uno schermo che gli vende tante...troppe informazioni
notizie che non parlano ne di lui, ne degl'altri...
un uomo che corre per cercare un nuovo muro che lo protegga...
Crolla quello di Berlino...ma ne sorgono ovunque...tanti, troppi.
www.apokalypse.co.uk
in un mondo dove internet sconfina e avvicina
informazioni disinformanti
libertà legate all'elettricità
ed a una presenza obbligatoria
che ci confonde dalla natura
Muri che crollano, e barriere mentali che si erigono...
tra omofobie e nuovi razzismi di ogni tipo...
l'uomo si isola dietro uno schermo che gli vende tante...troppe informazioni
notizie che non parlano ne di lui, ne degl'altri...
un uomo che corre per cercare un nuovo muro che lo protegga...
Crolla quello di Berlino...ma ne sorgono ovunque...tanti, troppi.
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