15/01/2010
Dialogo sulla generosità
Alfa siede al tavolo. Nella mano sinistra tiene uno specchio ovale da viaggio, nella destra il rasoio. Una bacinella d’acqua tiepida gli serve per pulire il rasoio, ed è poggiata sul tavolo. Alfa finisce di radere il collo e pulisce i resti di schiuma sulle guance con un asciugamano. Contempla il proprio viso nello specchio. Entra lo scrittore fischiando e siede al tavolo, davanti ad Alfa. Lo scrittore porge un giornale ad Alfa, che lo sfoglia distrattamente.Lo scrittore – Nella pagina delle idee si parla di me.
Alfa continua a sfogliare il giornale.
Lo scrittore – Non potrei immaginare una recensione più meritata. Quante sofferenze ho dovuto subire, e quante umiliazioni. Eppure sono sempre stato generoso. I miei libri sono nati sul campo. Io sono un autore sociale. Io ho raccontato i disoccupati e gli immigrati. E i giovani? I giovani sono in tutte le mie pagine. Io ho condannato la società. Io ho condannato lo sfruttamento e la prevaricazione.
Alfa spinge la bacinella, il rasoio, il flacone della schiuma da barba e lo specchio verso lo scrittore, che inizia a radersi.
Lo scrittore (radendosi la guancia destra) – Nessuno è più generoso di me. Io aiuto i colleghi ignorati dal pubblico. Io do consigli ai giovani esordienti. Ma tutto questo, naturalmente, non lo troverai nella recensione.
Alfa – (silenzio).
Lo scrittore (radendosi la guancia sinistra) – Io sono capace di vero amore e di vero altruismo.
Alfa – Dieci anni fa ti mandai un manoscritto chiedendoti un parere. L’hai letto?
Lo scrittore – Uno di questi giorni lo prenderò in mano. Continua a scrivere, insisti!
Alfa – Cinque anni fa ti proposi un racconto per la rivista che dirigi. Cosa ne pensi?
Lo scrittore – Non l’ho mai ricevuto. Mandamelo di nuovo. Ma il laboratorio della narrativa oggi è su internet. Chi le compra più le riviste? Dovresti aprire un blog.
(Silenzio).
Lo scrittore (ha smesso di radersi, si alza dal tavolo) – Aspetti l’iguana?
Alfa – Sì, tra poco arriva.
Lo scrittore – Allora vado (esce. Alfa sente la voce dello scrittore in lontananza: “Io, io, io, io, io ….”).
Entra l’iguana.
Alfa le lancia un’albicocca, che l’iguana stringe con gli artigli e ingoia. Alfa lancia un’altra albicocca all’animale, che la morde come la prima. L’iguana si avvicina ad Alfa e senza guardarlo lo guarda (Alfa pensa che sia così, ma non sa decifrare uno sguardo nelle pupille rivoltegli dal rettile).
Alfa pensa: “L’iguana desidera un’altra albicocca”.
Generosamente, Alfa soddisfa il desiderio.
Inviato da Davide Orecchio il 15/01/2010 alle 18:35




