02/07/2010
Luigi Di Ruscio ho voglia di leggerti
“C’era la destalinizzazione e l’insurrezione d’Ungheria, i carri armati sparano sugli operai, oltre a tutte le mancanze mi ritrovavo anche senza partito, non avevo un lavoro di nessun genere, con le mie poesie ero diventato veramente ‘argomento di riso e trastullo’, eravamo giunti allo schianto, pensavo anche di fare un reato qualsiasi e farmi mettere in galera dove un posto per scrivere in pace sarebbe assicurato, spaccare con un martello le vetrine dei negozi del Corso, squadre d’italici emigravano verso tutti gli angoli del mondo e sarebbe stato stranissimo se tra tanti un poeta fermano non fosse emigrato anche lui e in una fabbrica metallurgica”.
E’ l’incipit dell’ultimo libro di Luigi Di Ruscio, La neve nera di Oslo, pubblicata da Ediesse. Storia di dispatrio e destierro che presto leggerò.
Grazie ad Angelo Ferracuti e all’Ediesse per averci dato un altro libro di Di Ruscio. E grazie a Carla per avermelo fatto trovare sulla scrivania, questa mattina!
Qualche anno fa l’abbiamo intervistato su Rassegna.it. Io mi limitavo a fare domande e reggere il microfono. Di Ruscio riempiva il vuoto con le sue risposte e il suo volto. Carlo Ruggiero ha fatto il video.
Di Davide Orecchio il 02/07/2010 alle 14:13



