17/02/2010
No future
Nell’Olimpo dell’informazione si dibatte. Il dio Murdoch dice che bisogna far pagare i contenuti digitali. Il dio Guardian scarta l'ipotesi con argomentazioni piuttosto convincenti, la più importante delle quali è che se metti accessi a pagamento ti autoescludi dalla rete e ti isoli da un mondo nel quale la forza della tua voce e dei tuoi contenuti dipendono dall'intensità delle tue connessioni.
Marie Bénilde, sul numero di febbraio di Le Monde diplomatique, nell’articolo “Quali soldi nel futuro della carta stampata?” espone un altro punto di vista ancora. Punta il dito sulla “banalizzazione editoriale” di internet e incolpa gli editori di essersi ficcati in un vicolo cieco: sono gli editori – scrive la giornalista – “che hanno scelto prima di tutto di adeguarsi alle insipide aspirazioni editoriali del mercato pubblicitario. Sono stati sempre loro, a puntare sul denaro della pubblicità imponendo la gratuità del proprio sito e drogando la propria audience a forza di giochi e lotterie senza cercare sul serio modelli misti”.
Marie Bénilde, sul numero di febbraio di Le Monde diplomatique, nell’articolo “Quali soldi nel futuro della carta stampata?” espone un altro punto di vista ancora. Punta il dito sulla “banalizzazione editoriale” di internet e incolpa gli editori di essersi ficcati in un vicolo cieco: sono gli editori – scrive la giornalista – “che hanno scelto prima di tutto di adeguarsi alle insipide aspirazioni editoriali del mercato pubblicitario. Sono stati sempre loro, a puntare sul denaro della pubblicità imponendo la gratuità del proprio sito e drogando la propria audience a forza di giochi e lotterie senza cercare sul serio modelli misti”.
Di Davide Orecchio il 17/02/2010 alle 14:10



