BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

23/04/2010

Il Festival del giornalismo boccia le news a pagamento

Chi vuol far pagare le news che pubblica online si metta l'anima in pace: questo post non porta good news. In un panel sul tema al Festival del giornalismo in corso a Perugia l'opzione è stata decisamente scartata.
 

No way. E i censori non sono tipi di passaggio, ma Claudio Giua (responsabile innovazione del Gruppo Espresso) e Pietro Varvello (suo omologo in Rcs). Come dire: i due più grandi editori italiani. Con l'aggiunta dell'americano Mark Glaser, direttore di Mediashift, che non ha mostrato molto ottimismo in più rispetto ai nostri compatrioti. A moderare il dibattito, Luca Conti (fondatore di Pandemia.info).

Le cose stanno più o meno così: tu che produci news non riuscirai mai a farle pagare se dieci, quindici altri siti le duplicheranno gratuitamente disseminandole nella rete (Giua).

Le news sono considerate una commodity, sono molto lontane dall'avere un valore e non c'è né probabilmente ci sarà mai un Itunes per le news, una chiave di volta tipo quella escogitata da Apple per far pagare la musica applicabile anche all'informazione (Varvello).

Vuoi far pagare le tue news? Provaci. Ma devono essere veramente uniche. Non le deve avere nessun altro (Glaser).

Vuoi campare solo di pubblicità? Molto difficile. Un sito dal successo tremendo come repubblica.it (1 milione 800 mila visitatori giornalieri) raccoglie 30 milioni l'anno di pubblicità. La Repubblica cartacea, che in proporzione ha molti meno lettori, ne raccoglie 350 milioni. Morale: la pubblicità su internet è un investimento residuale (Giua).

Vuoi puntare sul fund raising? In Italia è impossibile (Giua). Però (commento mio) quello che è successo con Raiperunanotte sembra dire il contrario (anche se quelle non erano news.)

In America invece il fund raising funziona. L'esperienza di Spot.us lo dimostra: inchieste proposte ai lettori e pagate dai lettori (Glaser). Qualcuno in Italia ci sta provando. Forse ci proverà anche rassegna.it.

E il modello fremium (metà free, metà pagamento)? Bocciato (Giua).

Il problema sta nella compressione del prezzo, e del valore, delle news. Troverai sempre qualcuno che le offre a un prezzo inferiore al tuo (Varvello).

La soluzione qual è? Dove stanno i soldi? Bisogna andarli a chiedere a chi sta guadagnando davvero dall'internet di questi tempi: gli operatori telefonici, i motori di ricerca (Google). Bisogna puntare su un equo compenso, che risarcisca l'editoria per i contenuti che produce e non monetizza (Giua). I grandi editori negozieranno con Tlc e Google? E i piccoli editori cosa faranno? Resteranno a guardare?

Ma l'equo compenso te lo può dare solo il fruitore finale del prodotto, non devi chiederlo a Google (Varvello).

Alla prossima puntata.

TAG
festival internazionale del giornalismo ijf10 pietro varvello mark glaser claudio giua fund raising spot.us perugia luca conti

PERMALINK
http://sullasfalto.blog.rassegna.it/2010/04/23/433-il-festival-del-giornalismo-boccia-le-news-a-pagamento/

Di Davide Orecchio il 23/04/2010 alle 01:34



Leggi i commenti

Nessun commento ancora disponibile.

Scrivi un commento


/1000







Il commento sara' pubblicato dopo la moderazione.

  • dai blog