05/07/2010
Mother and Child. Un altro modo di aiutare l’India
Laggiù nel Kerala c’è una casa famiglia dove 197 orfani dai zero ai vent’anni vivono e diventano adulti. L’idea è questa: insegniamogli un mestiere. Ma non un mestiere qualsiasi. Insegniamogli a costruire mobili e oggetti di design. Prodotti belli ed etici insieme (qui un esempio), che invoglino la middle class indiana all’acquisto. Insegniamoli un’arte.
(Una foto di gruppo dei ragazzi della casa famiglia, tratta dal sito di Mother and Child)
In realtà è più che un’idea, è già un progetto. Un Progetto Design promosso dall’associazione Mother and Child Italia e presentato la sera del 4 luglio a Roma a Borghetto Flaminio tra gli alberi, una carrozzeria postindustriale, un po’ di vetro cemento, un po’ di teatro, naturalmente i prototipi del progetto e il cibo indiano da leccarsi i baffi (per chi ce l’ha, e io ce l’ho!) fornito dal ristorante Guru.
Il progetto nasce dall’incontro di alcuni giovani designer diplomati allo IED di Roma con il fondatore di Mother and Child, Thomas Myadoor, che è anche il proprietario del Guru ed è anche (dall’idea che mi sono fatto parlandoci per qualche minuto) una persona dotata di una grande forza di volontà e di quel genere prezioso di intelligenza che realizza i sogni senza limitarsi a contemplare il mondo.
Per creare gli IndiaMobili il gruppo dei designer (Roberto Ricci, Massimo Vichi, Irene Carboni, Reem Azzu, Marco De Masi, Stefano Ilario) si è ispirato ai seguenti principi:
-utilizzo di materiali al 100% riciclabili
-costi di disassemblaggio dei materiali a fine vita inferiore al costo dei materiali riciclabili
-riduzione delle emissioni tossiche
-innovazione e ricerca con particolare attenzione alla sicurezza e ergonomia per porre l’uomo al centro dello spazio abitabile.
I mobili sono belli assai. Sul sito di Mother and Child se ne possono vedere alcuni. E ci si può informare sull’attività dell’associazione. E si può anche fare una donazione di quelle rapide e indolori con Paypal, che non guasta.

In realtà è più che un’idea, è già un progetto. Un Progetto Design promosso dall’associazione Mother and Child Italia e presentato la sera del 4 luglio a Roma a Borghetto Flaminio tra gli alberi, una carrozzeria postindustriale, un po’ di vetro cemento, un po’ di teatro, naturalmente i prototipi del progetto e il cibo indiano da leccarsi i baffi (per chi ce l’ha, e io ce l’ho!) fornito dal ristorante Guru.
Il progetto nasce dall’incontro di alcuni giovani designer diplomati allo IED di Roma con il fondatore di Mother and Child, Thomas Myadoor, che è anche il proprietario del Guru ed è anche (dall’idea che mi sono fatto parlandoci per qualche minuto) una persona dotata di una grande forza di volontà e di quel genere prezioso di intelligenza che realizza i sogni senza limitarsi a contemplare il mondo.
Per creare gli IndiaMobili il gruppo dei designer (Roberto Ricci, Massimo Vichi, Irene Carboni, Reem Azzu, Marco De Masi, Stefano Ilario) si è ispirato ai seguenti principi:
-utilizzo di materiali al 100% riciclabili
-costi di disassemblaggio dei materiali a fine vita inferiore al costo dei materiali riciclabili
-riduzione delle emissioni tossiche
-innovazione e ricerca con particolare attenzione alla sicurezza e ergonomia per porre l’uomo al centro dello spazio abitabile.
I mobili sono belli assai. Sul sito di Mother and Child se ne possono vedere alcuni. E ci si può informare sull’attività dell’associazione. E si può anche fare una donazione di quelle rapide e indolori con Paypal, che non guasta.
Inviato da Davide Orecchio il 05/07/2010 alle 16:11




