28/06/2010
Dialogo sulla stampa davanti a Serbia-Germania
Aeroporto di Fiumicino. Un bar con tv accesa sui Mondiali di calcio. Gruppo di persone in piedi, tra cui me. Un signore dall’accento veneto alla mia sinistra. Un signore dall’accento siciliano alla mia destra. Altre persone davanti a noi.
Arriva un terzo signore: “E’ la fila per comprare i giornali?”
Risponde il veneto: “No! Guardiamo la partita”. E poi, ridendo, al siciliano: “La fila per i giornali, in Italia? Figuriamoci”.
Il siciliano (ride anche lui): “Con tutte le balle che scrivono…”
Il veneto: “Quante ne scrivono. Non è come la tv”.
Il siciliano: “Certo, in tv è più difficile dire balle”.
Il veneto: “E’ quello che vedi. Non possono mentire”.
Il siciliano: “Mica come i giornalisti”.
Il veneto: “I giornalisti! Che gente! Lasciamo perdere. Lei di cosa si occupa?”
Il siciliano: “Produco vino. E lei?”.
Il veneto: “Vendo serrature per porte e finestre. Fatturo sette milioni l’anno, sa? Torno adesso da Dubai”.
In questa Italia, non in un’altra, il primo luglio la manifestazione contro la legge bavaglio.
Arriva un terzo signore: “E’ la fila per comprare i giornali?”
Risponde il veneto: “No! Guardiamo la partita”. E poi, ridendo, al siciliano: “La fila per i giornali, in Italia? Figuriamoci”.
Il siciliano (ride anche lui): “Con tutte le balle che scrivono…”
Il veneto: “Quante ne scrivono. Non è come la tv”.
Il siciliano: “Certo, in tv è più difficile dire balle”.
Il veneto: “E’ quello che vedi. Non possono mentire”.
Il siciliano: “Mica come i giornalisti”.
Il veneto: “I giornalisti! Che gente! Lasciamo perdere. Lei di cosa si occupa?”
Il siciliano: “Produco vino. E lei?”.
Il veneto: “Vendo serrature per porte e finestre. Fatturo sette milioni l’anno, sa? Torno adesso da Dubai”.
In questa Italia, non in un’altra, il primo luglio la manifestazione contro la legge bavaglio.
Inviato da Davide Orecchio il 28/06/2010 alle 19:46




