23/09/2010
A Whitehaven Mansions, s'il vous plaît!
Come ho spiegato altrove, mi sono trasferito a Londra, anno 1925, nello stesso palazzo e allo stesso piano di Hercule Poirot. E queste sono le mie avventure al suo fianco.
L’assassino si nasconde tra le righe, cap. III
Estratto dal diario di D.O., 23 settembre 1925
"Notizie dall'Italia. Puglisi è stato arrestato. Anche per lui Regina Coeli. L'accusa? Non si sa. Ha parlato col giudice? No. Ha potuto contattare un avvocato? Neppure. L'ultimo numero del giornale è stato requisito. La tipografia chiusa, i macchinari sotto sequestro: all this good news coming from Pacifici, che invece per fortuna, con Tirsi e De Luca, ha trovato riparo a Parigi da poche settimane e non perde la voglia di scrivere, arrabbiarsi e bestemmiare. Forse verrà a Londra, ma è questione di soldi e di energie. Soprattutto di soldi.
Tirsi acclude un biglietto alla lettera: per dirmi che anche a Parigi socialisti e comunisti amano ignorarsi e odiarsi. Non so se sia peggiore questo o l'arresto di Puglisi. Non sono in grado di stilare classifiche al riguardo. E probabilmente tutto è peggio e niente è meglio. Nessuna voce dalla moglie, anche lei laggiù a Parigi, troppo presa da biblioteche, antichi libri, filoni di ricerca per ricordarsi che c’è un altro destierro, il mio, sul quale potrebbe malinconicamente versare una lacrima, almeno una.
But I share some luck with the lucky mankind of London: ieri sera, infatti, a cena fuori con Poirot (fiero avversario di socialisti, comunisti e soprattutto mogli) e il capitano Hastings che torna dall’Argentina ed era lui il motivo del banchetto. Un welcome home che abbiamo festeggiato da Frascati a Oxford Street, lasciando che ci servisse il capo chef Jules Matagnes in persona, a quanto pare grande amico di Poirot col quale condivide molto più della semplice nazionalità: ad esempio l’adorazione per i filetti di sogliola Concorde, precisamente il pasto di Poirot, che ha bevuto Sauternes tutta la sera.
Hastings ed io abbiamo preferito carne alla griglia e un Malbec della Cordigliera, of course, prodotto da qualche bodega tra Mendoza e Tucumán (prolissa spiegazione di Hastings riguardo alle tecniche vinicole del Cono Sud: venti freddi, venti caldi, sistemi di irrigazione, altitudini e sbadigli, sbadigli, sbadigli on my side). L’attrice Jane Wilkinson sedeva al tavolo accanto. Una bellezza accecante. Poirot m’ha avvisato: “Tre volte sposata. Tre volte vedova, mon ami”.
What a charming night! E di ritorno a Whitehaven Mansions tempo per un liquore e qualche hints riguardo all’ultimo, indecifrabile caso che assilla le celluline grigie del detective numero uno. Elisabeth Marymere difatti non riappare. Non torna. Né affiora un cadavere (lo so, sono cinico; ma sarebbe pur sempre una soluzione). Poirot è tutto un interrogarsi e un chiedersi, ma di risposte ancora poche. Suo marito è insospettabile (alibi, testimoni, eccetera eccetera).
L’unico indizio quel libro di Conrad squadernato sul letto della scomparsa. Al riguardo mi sono fatto una teoria e ho trovato il coraggio di esporla a Poirot. Si tratta di questo: la pagina aperta del romanzo (Nostromo) secondo me non è affatto casuale. Mi spiego meglio: al secondo capoverso, quando dice ……….. ".
(continua)
di Davide Orecchio
Di Davide Orecchio il 23/09/2010 alle 01:15



