16/11/2010
Vieni via con me, il CLN in tv di Fazio e Saviano
Il telecomando e i likes su Facebook non bastanoL'Italia di Berlusconi è nata in tv e in tv inizia a incrinarsi. Prima ancora che il regime cada (ma chissà poi quando cadrà? E quando sarà caduto, per quanto subiremo la sua lunga durata culturale?) la Resistenza si organizza in tv.
Vieni via con me, il programma di Roberto Saviano e Fabio Fazio, ha tutto per essere un programma di Resistenza che già intravede la Liberazione e butta giù un patto costituente.
Mette insieme temi scelti per consolidare un blocco democratico e vasto: l'antimafia, la laicità, Enzo Biagi, la lotta per i diritti di Piergiorgio Welby e il padre di Eluana Englaro, il diritto al lavoro, il cristianesimo di don Andrea Gallo, la sinistra di Bersani e Vendola e la destra di Fini, la musica "giusta" di Ligabue, De André e Paolo Conte.
Vieni via con me non è solo un programma di elenchi. È un programma/elenco che ambisce a piantare i punti fermi del nuovo inizio. Ed è proprio quest'ambizione onerosa che lo frena, portandolo oltre i limiti di una trasmissione televisiva.
Anche se non è bellissimo, io lo guardo. Così come vado a votare il candidato della mia coalizione, pure se non è il migliore. C'è qualcosa di strano in questa scelta: non guardo un programma tv perché è bello e mi piace, ma per compiere un gesto civico e politico.
Ed è qui che rischio di scivolare; e insieme a me, forse, qualcuno tra i 10 milioni di italiani che hanno visto la seconda puntata di Fazio/Saviano. Perché (sarà banale scriverlo, ma lo scrivo) non basta il telecomando per cambiare un Paese. Vieni via con me ci illude (forse incolpevolmente) che sia sufficiente spegnere Vespa e accendere Saviano e il gioco sia fatto. Specularmente alla tv di veline, quiz e corpi rifatti made in Berlusconiland, Vieni via con me (senza sue colpe) ci illude che la vita sia facile e basti un clic sul telecomando, o un "like" sui social network a bassissima intensità d'impegno sociale per dire di aver fatto la nostra parte.
Non è colpa di Fazio e Saviano. È colpa nostra/mia. Dieci milioni di telespettatori e 130 mila likes su Facebook, e l'altro giorno alle primarie di Milano del centrosinistra solo 60mila votanti. In queste cifre si misura la distanza tra la realtà e la fiction.
Perciò, fino a prova contraria, ha ragione Cetto Laqualunque/Antonio Albanese nel dire a noi che lo guardiamo: "Voi siete la fiction, io sono la realtà".
Oggi ha ragione Cetto Laqualunque. Domani chissà.
(foto di Roby Schirer e Francesco Corradini, di Vieni via con me, dalla pagina Facebook del programma)
Di Davide Orecchio il 16/11/2010 alle 19:29
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anche a me la frase di cetto / albanese ha gelato il sorriso sulle labbra. quando c'era d'alema al governo, fabio fazio conduceva sanremo e addirittura gli avion travel - ripeto - gli avion travel hanno vinto san remo, il Paese non era migliore. ci siamo sorbiti un altro decennio di berlusca e annessa cultura post pop berlusconiana e ancora non ne siamo usciti. quindi, caro davide, concordo con te e stasera tutti con frittatone fantozziano davanti alla tv a tifare stancamente forza saviano
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