31/12/2010
L'anno delle cose perdute
Breve vita di un articolo retrocesso a postMa perché un altro articolo sull’anno che finisce? Mi ero assegnato il compito di scriverlo e avevo già in mente il titolo: “L’anno delle cose perdute” (pessimo segnale, quando hai già il titolo senz’avere ancora il testo). Ero pronto per l’ennesimo elenco di bidoni e truffe, questa volta made in 2010.
Una lista tailor made per l’antidepressivo e piena di elezioni perse, imbrogli elettorali, firme falsificate, decreti su misura, morti sul lavoro, premi immeritati, giustizie non fatte e ingiustizie ricevute, errori politici, Berlusconi sopra, Berlusconi sotto, Berlusconi a destra e a sinistra, capitalisti lillipuziani e pigri, leghisti incazzati, evasori fiscali ed elusori, manganellate e sampietrini volanti, calciomercato parlamentare, classi dirigenti da comica finale.
Insomma l’Italia: un piccolo Paese complessivamente infelice, che si agita molto ma il mondo non lo vede, ostaggio di un timoniere mummia. Un Paese che ha il cuore a destra, nonostante tutti i nostri sforzi per spingere l’organo vitale dove sarebbe giusto che stesse: a sinistra (o almeno nel centrosinistra!).
Non sarebbe mancato il weather report per il 2011 che attende il piccolo Paese dalle grandi ingiustizie: perlopiù navigazione tra iceberg ad alto rischio d’impatto, temporali, tormente e rari sprazzi di bel tempo.
Be’, meglio fermarsi al titolo. Meglio lasciare spazio a una scrittrice.
Di Davide Orecchio il 31/12/2010 alle 15:32



