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13/04/2011

Scrivere con l'iPad


Giornalista online
Valutazione: scarso. L’iPad non è molto amichevole nei confronti della maggior parte dei cms in circolazione. Com’è noto il suo sistema operativo rifiuta applicazioni flash e javascript. Al giornalista digitale non resta che incrociare le dita.
 

Se la piattaforma cms del suo media si è adeguata alla tavoletta di Palo Alto, riuscirà a pubblicare contenuti scritti, embeddare video ecc., limitandosi comunque a operazioni semplici e non risparmiandosi un bel tuffo nei vecchi codici html (anche un semplice a capo l’iPad non te lo accetta, ci vuole il <br />). Se il cms è rimasto fermo a qualche mese fa, vi godrete lo spettacolo di un disabile che prova a editare testi pigiando forsennatamente col suo polpastrello, mentre il touchscreen lo spernacchia. Rimandato.

Giornalista cartaceo
Valutazione: ottimo. Per quella specie in via di estinzione che deve solo scrivere il pezzo e mandarlo a un desk il quale provvederà a impaginarlo perché qualcuno l’indomani se lo legga col supporto di carta e inchiostro, l’iPad è perfetto. Basta avere Pages o un altro editor, la tastiera/protesi o il tastierino virtuale. Non serve altro. Si può anche sbobinare felicemente un’intervista registrata con una qualche applicazione recorder, tenendola accesa in multitasking mentre le dita lavorano sull’editor. Poi basta premere un bell’invio in posta elettronica e finisce lì. Lo strumento perfetto per l’inviato.

Blogger
Valutazione: buono. Certo, anche il blogger usa il cms. E vale il discorso de quo ante. Ma deve affrontare minori complessità editoriali. E, soprattutto, può usare una piattaforma a sua scelta. Quindi basta scegliere Wordpress o qualcosa di analogo, e dall’iPad si possono ricevere sensazioni appaganti.

Poeta
Valutazione: 30 e lode. Non riesco a immaginare un matrimonio creativo più perfetto. La pagina opaca di Pages, incorniciata dall’eleganza di un tablet silenzioso, è l’ideale per un verseggiare rarefatto, un’interlinea chilometrica, una moltitudine di a capo. L’assenza del mouse, uno degli oggetti più prosaici del nostro universo informatico, dà il suo contributo all’eleganza dello stile. L’avorio degli spazi vuoti, occhieggiando all’autore, valorizza l’intensità del suo testo. Eccetera eccetera eccetera.

Aforista
Valutazione: vedi poeta. L’autore aforistico ha bisogno di un compagno fedele, non distratto, sempre pronto a raccoglierne improvvise manifestazioni di pensiero icastico. Insomma un blocco note. E il notes di questo millennio è il tablet.

Scrittore minimalista
Valutazione: si può fare. Un’opera narrativa scarnificata (racconti, romanzi brevi alla Coetzee ecc.) può essere creata sulla tavoletta. Se la documentazione necessaria è stata già raccolta in una fase precedente e non resta che scrivere o riscrivere quanto già scritto, magari nel corso di un viaggio o di una semplice lontananza da casa, l’editor testuale dell’iPad è quanto basta. Inoltre appoggiare il tablet sulle cosce, sdraiati su un letto, e digitare frasi in quel modo così tremendamente tattile innesca un piacere creativo diverso rispetto al Pc o alla penna; stimola la mente. Da non dimenticare: un’applicazione per sinonimi e contrari e un dizionario della lingua tenuti sullo sfondo semplificano e centralizzano il lavoro. È tutto lì dentro, non resta che inventare.

Scrittore, autore di opere mondo e/o complesse
Valutazione: poco utile. La mole di file e reperti delle più svariate estensioni, per non dire delle mappe mentali-e-non propedeutiche all’opera, è ingestibile sul paddino. Per quanti tentavi faccia, l’autore si troverà di fronte a un muro senza porte né finestre. In cella. Utile giusto per scrivere brevi frammenti destinati a un’opera ospitata su altri supporti. O per un editing finale.

Saggista, studioso (scienze sociali, storia, filosofia ecc.)
Valutazione: poco utile. Quanto a materiali e file, vale il discorso fatto sopra. Al quale si aggiunge il problema dell’apparato bibliografico. Pages dovrebbe consentire note a piè di pagina (il sottoscritto, però, non ha ancora capito come), ma anche se fosse, copiare e incollare riferimenti a testi e citazioni in uno spazio così ridotto non è serio e manda in tilt le sinapsi. Dite a Jobs di correre ai ripari, altrimenti i saggisti non scriveranno mai sulla sua tavoletta.

Scienziato
Valutazione: non pervenuto. Applicazioni per editare formule matematiche ce ne sono pure. Ma l’attività scientifica si fa in equipe, o no? Quindi occorre un wePad. L’iPad non basta.

Uomo politico
Valutazione: perfetto. Ottimo per scrivere e leggere discorsi, interventi ecc. e per disseminarli poi nei social network. Sincronizzandosi su Dropbox col proprio ghostwriter, si avrà sempre a portata di mano l’ultima versione del testo che serve qui e ora.

Ghostwriter
Valutazione: vedi uomo politico. Ma serve la sincronia, altrimenti è inutile. E se avete più di un committente, attenzione a non confondere i file.

TAG
coetzee ipad

PERMALINK
http://sullasfalto.blog.rassegna.it/2011/04/13/692-scrivere-con-lipad/

Di Davide Orecchio il 13/04/2011 alle 11:41



Leggi i commenti

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se modificando da generali - impostazioni - tastiera - tastiera internazionale - ebraico, non ti dà una tastiera completa, allora forse dovresti cercare nell'AppStore qualche applicazione editor dedicata, ma dubito che per il momento ve ne siano
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pages per ipad (=iOS5) lo uso per scrivere in greco ed in ebraico. Ma la tastiera dell'ebraico mi fornisce le consonanti solamente. Qualcuni mi sa spiegare come faccio a trovare le vocali. E' strano, perché la tastiera (virtuale) ebraica di Word fornisce le une e le altre. pier luigi da Modena
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Io vado a comprare uno questo fine settimana. Essa ha problemi, ma per me è l'unico modo che posso rispondere e-mail e navigare sul web esterni e di essere ancora in grado di vedere lo schermo. Auto rc ventilatore http://www.nitrotek.it/ http://www.nitrotek.it/auto-rc.html

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