07/10/2011
Mike Daisey e la morte di Steve Jobs. The show must go on
Mike Daisey ha risposto. E' solo un comunicato stampa ma c'è tutto. Il succo è: la morte di Steve Jobs non cancella il monologo/denuncia sulle fabbriche cinesi che l'autore e attore americano sta per portare in scena a New York, come scrivevo ieri in un altro post.
La pièce sull’”agonia e l’estasi di Steve Jobs” va in scena al Public Theater di New York dall 11 ottobre al 13 novembre.“Molti di noi - afferma Daisey - hanno provato una connessione intima e profonda con la morte di Steve. La storia personale che molte persone hanno avuto con Apple non è stata altro, in fondo, che una conversazione sul design industriale durata decenni e avuta con lo stesso Steve Jobs.
Ma questo momento fornisce l’occasione per andare oltre la superficie e raggiungere il cuore segreto del nostro rapporto con Jobs, i suoi congegni, il lavoro, la Cina. Sul conto della Cina, viviamo in uno stato permanente di negazione. La questione ci disturba a tal punto che facciamo finta che i nostri strumenti vengano costruiti da elfi spaziali in fabbriche magiche alla Willy Wonka, e pretendiamo di ignorare il vero costo umano che è stato pagato e che nei nostri cuori non ci è ignoto.
Steve Jobs era famoso per i suoi modi diretti e privi di sentimentalismo, per la sua capacità di ignorare la nostalgia e pretendere la verità nuda e cruda, per quanto difficile. Lo ammiro. E questa rappresentazione, in questo preciso momento, ci può fornire l’occasione per riscoprire quanto può essere vitale il teatro quando non abbiamo tutte le risposte”.
Di Davide Orecchio il 07/10/2011 alle 19:16



