19/09/2011
Editori e iPad, scoppia la guerra delle tariffe
La luna di miele tra il tablet Apple e gli editori è finita. Il Financial Times ha rimosso le sue applicazioni dall'Apple Store (al momento sono disponibili solo le edizioni tedesca e cinese, più qualche guida). E molti altri potrebbero seguire l'Ft. Naturalmente è un problema di soldi. Anzi di tariffe ("billing"): quelle che Apple applica su ogni copia scaricata dal suo store: il 30% del prezzo pagato dall'utente.
Per gli editori un balzello, per Jobs un equo prelievo, anche perché le carte di credito degli utenti sono conservate e gestite da Apple. Certo quel 30% è un'enormità. Ma uscire dall'Apple Store e provare a convincere i lettori a tirare fuori la carta di credito per un paio di euro d'acquisto è una scommessa altrettanto enorme.
Un articolo del Guardian firmato da John Naughton riassume tutta la vicenda. Lsdi lo ha tradotto in italiano.
Per gli editori un balzello, per Jobs un equo prelievo, anche perché le carte di credito degli utenti sono conservate e gestite da Apple. Certo quel 30% è un'enormità. Ma uscire dall'Apple Store e provare a convincere i lettori a tirare fuori la carta di credito per un paio di euro d'acquisto è una scommessa altrettanto enorme.
Un articolo del Guardian firmato da John Naughton riassume tutta la vicenda. Lsdi lo ha tradotto in italiano.
Di Davide Orecchio il 19/09/2011 alle 13:21



