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29/11/2011

Rodolfo Walsh

La Nuova Frontiera pubblica Operazione Massacro di Rodolfo Walsh. È un libro (1957) che ha fatto storia. Spiega la casa editrice: “A metà strada tra il romanzo e la cronaca (…) il libro racconta l'uccisione di un gruppo di civili innocenti perpetrata dalla prima giunta militare golpista (argentina, ndr), un efferato episodio di violenza che sarebbe passato sotto silenzio se Walsh non vi si fosse imbattuto casualmente.
 

Rodolfo Walsh segue la pista come un segugio, indaga, ricostruisce dettagliatamente i fatti, scopre la cospirazione e scrive un libro di denuncia che, pur restando un'insuperata lezione di giornalismo d'inchiesta, si legge come un romanzo”.

Non so quanto Walsh sia conosciuto in Italia, e quanto si sappia qui da noi della sua importanza come giornalista, autore e militante politico. L’iniziativa de La Nuova Frontiera - che riprende il testo pubblicato nel 2002 da Sellerio nella traduzione di Elena Rolla e vi aggiunge un’introduzione di Alessandro Leogrande - contribuirà senz’altro a farcelo scoprire o riscoprire.

Era argentino. Classe 1927
. Apparteneva a quella generazione che vide il proprio paese massacrato da una lunga durata di colpi di Stato e dittature. Dal 25 marzo del 1977, il giorno dopo aver inviato la celebre Lettera aperta di uno scrittore alla Giunta Militare, Walsh è desaparecido.

Nella sua vita un bel po’ di pietre miliari: nel 1959 a Cuba fondò l’agenzia di stampa Prensa Latina con Jorge Masetti e Gabriel García Márquez. Nel 1961, decifrando un cablogramma della CIA, rivelò al mondo il coinvolgimento nordamericano nell’invasione della Baia dei Porci.

Uno dei giornalisti più importanti del Novecento, della razza che non piace al potere. Politicamente indecifrabile per noi italiani (come tutta la politica argentina): da giovane destrorso e nazionalista, antiperonista, poi con gli anni sempre più a sinistra, sino a entrare nelle Forze armate peroniste, Fap, e poi nei Montoneros (seppure con una propria posizione eterodossa).

Ma la sua militanza rivoluzionaria – in un paese, l’Argentina dei 60 e 70, diviso tra terrorismo di Stato e guerriglia antidittatoriale – m’interessa meno in questo post. È proprio la caratura giornalistica di Walsh che vorrei comunicare, aggiungendo qualche altra micronotizia che recupero dai miei file e da internet.

Nel 1969 il dittatore Juan Carlos Onganía fece chiudere il settimanale del sindacato Primero de Mayo, diretto da Walsh. La pubblicazione proseguì in forma clandestina.

Nel 1973 partecipò alla fondazione del quotidiano Noticias. Durò pochi mesi: fino al 27 agosto 1974, quando la vedova di Perón lo fece chiudere. Ma aveva una redazione formidabile, come ricorda Gabriela Esquivada nella sua monografia.

Noticias de Los Montoneros

Il direttore era Miguel Bonasso. Il vicedirettore e “collante” politico coi Montoneros, Norberto Habegger. Segretario di redazione, il poeta Francisco Urondo. Caporedattore, il poeta Juan Gelman. Responsabile di politica e attualità, Rodolfo Walsh. Redattore politico, Horacio Vertbisky. Tirava centomila copie al giorno (con questi nomi non mi stupisce). Foliazione: 24 pagine.

Walsh, inoltre, fu tra i primi a portare alla luce le trame della Triple A, l’organizzazione segreta di sterminio del dissenso creata dal ministro dell’Interno López Rega durante il preludio al colpo di Stato di Videla; negli anni della finta e sanguinosa democrazia portegna (1973-74-75).
“Walsh – scrive Gabriele Lazzarelli nella sua tesi di laurea (2005) dedicata ai Montoneros - era riuscito a delineare un quadro completo dell’organizzazione diretta da López Rega. (…) Aveva anche raggiunto una comprensione pressoché totale della composizione del personale. (…) Attribuiva a López Rega anche una stretta relazione con la CIA.”
Insomma, ancora una volta aveva capito tutto.

Il suo ultimo atto fu la Carta abierta ai militari: denuncia della repressione, della violenza e della politica economica disastrosa della Giunta, “dettata – a suo dire – dal Fondo monetario internazionale in base a una ricetta che si applica indistintamente a Zaire o Cile, a Uruguay o Indonesia”. Il vecchio, caro FMI, che ora ha pronto un prestito per l’Italia. Era il 24 marzo 1977. Walsh iniziava con queste parole:
“La censura de prensa, la persecución a intelectuales, el allanamiento de mi casa en el Tigre, el asesinato de amigos queridos y la pérdida de una hija que murió combatiéndolos, son algunos de los hechos que me obligan a esta forma de expresión clandestina después de haber opinado libremente como escritor y periodista durante casi treinta años”.
Il giorno dopo scomparve.

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http://sullasfalto.blog.rassegna.it/2011/11/29/788-rodolfo-walsh/

Di Davide Orecchio il 29/11/2011 alle 11:00



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Riferimenti alla figura ed all'operato Rodolfo Walsh sono contenuti anche in "Shock Economy" di Naomi Klein. In queste pagine l'enfasi maggiore è posta sulle condanne lanciate da Walsh contro le politiche economiche neoliberiste pianificate della giunta (e sponsorizzate da Washington), oltrechè, ovviamente, contro i massacri da essa perpetrati. "...questi eventi (la tortura) non sono tuttavia la più grande delle sofferenze inflitte al popolo argentino, ne la peggior violazione dei diritti umani che voi abbiate commesso. E' nella politica economica di questo governo che si scopre non solo la spiegazione dei crimini, ma un'atrocità ancora più grande che punisce milioni di esseri umani attraverso la miseria pianificata" Naomi Klein, Shock Economy, pp. 110-114, BUR 24/7, RIZZOLI, 2008
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grazie della segnalazione
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Una pagina su Rodolfo Walsh è compresa nel recente e nuovo sito dedicato al poeta argentino Juan Gelman, insieme a Francisco Paco Urondo e Haroldo Conti. Un'intera generazione di grandi autori e intellettuali impegnati per il proprio paese e per un sogno "utopico" che è tuttora vibrante nelle loro pagine, e nella loro storia. Benvenuto allora a questo testo nelle librerie italiane! Grazie a "La Nuova Frontiera"! Link alla pagina: http://www.juangelman.net/biografia/companeros/rodolfo-walsh/

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