16/07/2012
Andrea Carraro recensisce Città distrutte su Conquiste del lavoro
Lo scrittore Andrea Carraro (tra suoi romanzi: Il branco, Il sorcio, Il gioco della verità, Non c'è più tempo), ex direttore editoriale di Gaffi, scrive del mio Città distrutte su Conquiste del lavoro, il quotidiano della Cisl.
Il libro, per Carraro,
Il resto della recensione si può leggere qui.
Ma la settimana delle buone notizie non finisce qui. Perché anche Internazionale dedica spazio al libro, affidando una recensione a Frederika Randall, corrispondente a Roma di The Nation. Ecco cosa scrive Randall:
Il resto della recensione lo trovate qui.
Il libro, per Carraro,
"è davvero l’esordio-rivelazione dell’anno e lo dimostrano le bellissime recensioni che ha avuto (Giglioli, Marchesini, Guglielmi ecc.) e i premi che ha vinto (a tutt’oggi Mondello, Napoli, Volponi). E’ un libro importante e necessario perché ha una lingua pulitissima, priva di smagliature, severa, a suo modo già classica. E’ necessario perché Orecchio con questo libro ha inventato un genere, e scusate se è poco, “la biografia inventata”, la “biografia contraffatta” potremmo dire anche e non saremo ugualmente lontani dalla verità".
Il resto della recensione si può leggere qui.
Ma la settimana delle buone notizie non finisce qui. Perché anche Internazionale dedica spazio al libro, affidando una recensione a Frederika Randall, corrispondente a Roma di The Nation. Ecco cosa scrive Randall:
"L’esordio di Davide Orecchio ricorda il grande W.G. Sebald nei suoi Gli anelli di Saturno e Gli emigrati. Composto da sei vite parallele in tempi e luoghi diversi, Città distrutte punta sul lato malinconico della storia: la giovane donna vittima della tortura sotto i colonnelli di Buenos Aires che offre la libertà a un’altra; il contadino molisano militante che si isola dal mondo quando muore la moglie; il regista sovietico alla Tarkovskij esiliato nell’ovest; il giornalista messinese prima fascista, poi gappista, poi amante della poesia; la giovane poeta di vita breve che si definisce “una città distrutta”; una versione di Wilhelm von Humboldt diplomatico prussiano a Roma nel primo ottocento".
Il resto della recensione lo trovate qui.
Di Davide Orecchio il 16/07/2012 alle 13:38



