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10/02/2012

L'ambasciatore Thorne e la riforma del lavoro

Non sarà sfuggita ai più l’intervista dell'ambasciatore statunitense David Thorne al Corriere della Sera (a firma Maurizio Caprara), del 7 febbraio.

Eccone uno stralcio
 

DOMANDA Nell'ottobre 2011 lei ha affermato: «L'Italia deve fare i conti anche con norme e regolamenti restrittivi che possono inibire gli investimenti, soffocare la creazione di nuova occupazione e scoraggiare l'innovazione. Normative più flessibili potrebbero spingere le aziende a investire di più, aumentare la produttività e assumere». Sembra il programma di Monti. Vede nuove prospettive per gli investitori americani?

RISPOSTA «Se ci saranno riforme nelle leggi sul lavoro, e pare che Monti le stia perseguendo, verranno più attratti non soltanto gli americani, ma tutti gli investitori stranieri. Non ho specifiche evidenze che il gioco sia già cambiato, ma prevedrei che cambierà. Per gli investitori migliorerebbe il clima».

Norme e regolamenti restrittivi da abolire, normative flessibili da inserire, leggi sul lavoro da riformare: anche l’ambasciatore Thorne ha il suo programma per l’Italia.  L'unico aspetto diplomatico di questa intervista è che non sia stato citato (ma evocato sì!) l'articolo 18. Il tavolo della trattativa sul lavoro è già abbastanza gremito, ma sembra che parti sociali e governo dovranno fare un po’ di spazio per la diplomazia Usa. Che a quanto pare non perde il vizio di mettere bocca negli affari interni degli altri. 

È prassi consueta che gli ambasciatori spieghino, a mezzo stampa, come legiferare nei paesi che li ospitano? A me non sembra affatto normale, anche se non sono un esperto di relazioni internazionali. A me sembra, in effetti, che questa intervista confermi la “tutela” in cui è finita l’Italia. Monti o non Monti. Anzi, Monti è per molti versi la personificazione di questa tutela.

Tra la lettera di Mario Draghi della scorsa estate e l’intervista dell’ambasciatore Thorne non vedo grandi differenze. Sono in molti a voler decidere per noi. E non è affatto detto che abbiano in mente le decisioni giuste. Sul diritto e il mercato del lavoro, ad esempio, non credo che gli Usa abbiano granché da insegnarci. Ma diritto e tutele del lavoro cosa contano, se devi disciplinare il soldatino Italia nel grande esercito dell’economia mondiale?

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mercato del lavoro riforma del lavoro david thorne

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Di Davide Orecchio il 10/02/2012 alle 12:08



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