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12/01/2012

Taxi e politica a Roma

Di solito le rivolte scoppiano e basta, non vengono annunciate. Ma con i tassisti italiani c'è sempre qualcosa da imparare. La notizia è che il 23 c'è la rivolta dei taxi contro le liberalizzazioni, segnatelo sul calendario. E che il 20 c'è la rivolta contro la rivolta dei taxi: preventiva e indignata, da parte di cittadini di tutti i colori politici: #menotaxipertutti.
 

Non prendo quasi mai il taxi e quindi non avrò problemi a rispettare il boicottaggio del 20. Non sono un consumatore abituale del mezzo (visti i prezzi), ma sono un cittadino romano e conservo nella memoria, come bruciature di sigaretta sulla pelle, le tacche cronologiche di un rapporto strumentale, viziato e maleodorante tra la politica e i tassisti della capitale.

Le escoriazioni più recenti, come dimenticare?, risalgono alla protesta contro la “lenzuolata” di Bersani, quando Veltroni (ancora sindaco di Roma) offrì un'inaspettata sponda ai tassisti. All'epoca scese in campo anche il futuro sindaco de noantri, Mr. Alemanno, gettando le basi per la campagna elettorale che i signori del 3570 gli avrebbero offerto pochi mesi dopo. Un post pubblicato sul suo blog da Pietro Orsatti ricostruisce quella giornata. Lascio la parola a Orsatti (il post integrale potete leggerlo qui), aggiungendo solo un'ultima osservazione: mi sembra che oggi le sponde politiche siano molto più ridotte, e la protesta dei tassisti decisamente più isolata.

«Era una bella mattina estiva al Circo Massimo - scrive Orsatti -. Roma era paralizzata da migliaia di taxi bianchi. Protestavano contro il progetto di liberalizzazione di Bersani. E intanto aggredivano Fabio Mussi per strada, inseguivano fotografi e giornalisti, pestavano allegramente chiunque facesse il minimo, dico minimo, accenno di protesta per il blocco selvaggio della città. Senza preavviso, senza annunci, senza nulla. Bloccata e basta da migliaia di energumeni.

A Circo Massimo, rinomato luogo di civiltà, il “concentramento”. (...) A vigilare sull’ordine una bella squadra di ultrà della Lazio, tatuatissimi, rapatissimi e fascistissimi, minacciavano chiunque non dimostrasse immediatamente di essere “tassinaro non comunista incazzatissimo e pronto a strappare il fegato a Bersani e mangiarlo crudo sulle macerie di Palazzo Chigi”. (...) Il clima si faceva sempre più arroventato. La polizia si teneva a distanza. I giornalisti pure. I fotografi erano praticamente a un chilometro. E fu in quel momento che il muro di taxi si aprì. Era l’auto blu (senza tassametro) dell’uomo né alto né basso che, accompagnato da un suo pacifico amichetto basso, epuratore e soprattutto fascistissimo protettore di corporativi anticomunisti con storacissimo orgoglio maschio, conquistò in breve il palco.

Aveva ancora il gessatino sporco della polvere ministeriale, il nostro uomo né alto né basso, ma il cipiglio era quello del periodo delle “mutande di ferro, camerati”. E in breve, con qualche strillo e schiaffone nelle ultime file (il servizio d’ordine deve fare ordine sì o no?), conquistò la maschia folla e la incitò alla maschia lotta. Fra un ceffone e una megafonata, fra petardi e saluti romani, fra inseguimenti a un cronista del Corriere e le minacce all’intera sistema di comunicazione planetario, in un paio di settimane i nostri gloriosi guerrieri con tassametro innestato nel petto, riuscirono a sfilare di fatto il capitolo taxi dal pacchetto Bersani».

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http://sullasfalto.blog.rassegna.it/2012/12/01/806-taxi-e-politica-a-roma/

Di Davide Orecchio il 12/01/2012 alle 17:06



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Sulla protesta dei tassiti al Circo Massimo noi abbiamo realizzato questo video:
http://www.uniroma.tv/?id=20377
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Non hai il coraggio di fare nomi e cognomi, hai paura delle querele? Mi auguro che anche te possa vivere questi disagi a causa del tuo lavoro che traballa... Sarai sicuramente un demagogo raccomandato. Metti le chiappe per dieci ore di notte su un taxi e poi forse potrai parlare... Comunista...
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Nella mia ricostruzione della relazione fra "rivolta" e elezione di Alemanno, mi sono attenuto semplicemente a fatti, a cui ho assistito direttamente. Quello che successe a Roma in quei giorni e poi dopo per la categoria "tassisti" in genere non fu certo un bel episodio. E non fu neanche un episodio isolato. A Roma non c'erano solo i tassisti romani ma c'erano anche quelli di mezza Italia. Io personalmente mi presi spintoni insulti e minacce da dei genovesi tanto per fare un esempio. Nessuno prese le distanze dalle azioni violente. Il servizio d'ordine era esterno e legato a ben precisi gruppi politici e aree ultrà e inseguiva "crumiri" a piazza Venezia o cercava di aggredire cittadini che protestavano per i blocchi selvaggi. I tassisti romani fecero campagna elettorale, in massa, per Alemanno. Festeggiarono l'elezione con caroselli di auto bianche e saluti romani sotto il Campidoglio. Questa è storia. E dopo quello che si sta verificando da ieri pomeriggio in molte città italiane...
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la storia, nel caso di questa categoria, è una triste storia. grazie per il complimento
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e questo significa scrivere un articolo??? ti permetti di parlare di cose che non conosci neanche minimamente criticando una categoria intera. se i tassisti vogliono scioperare i motivi ci sono e sono anche più che validi, di solito le rivolte NON scoppiano e basta, MA vengono annunciate ed è la storia che ce lo insegna e non come dici tu vengono dal nulla. INCOMPETENTE!

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