02/07/2010
Luigi Di Ruscio ho voglia di leggerti
“C’era la destalinizzazione e l’insurrezione d’Ungheria, i carri armati sparano sugli operai, oltre a tutte le mancanze mi ritrovavo anche senza partito, non avevo un lavoro di nessun genere, con le mie poesie ero diventato veramente ‘argomento di riso e trastullo’, eravamo giunti allo schianto, pensavo anche di fare un reato qualsiasi e farmi mettere in galera dove un posto per scrivere in pace sarebbe assicurato, spaccare con un martello le vetrine dei negozi del Corso, squadre d’italici emigravano verso tutti gli angoli del mondo e sarebbe stato stranissimo se tra tanti un poeta fermano non fosse emigrato anche lui e in una fabbrica metallurgica”.
[continua]
Di Davide Orecchio il 02/07/2010 alle 14:13 | Non ci sono commenti
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