13/03/2010
Nichi Vendola infiamma Piazza del Popolo

Certo, salire sul palco e parlare dopo Nichi Vendola oggi a Piazza del Popolo è un po’ come suonare a Woodstock dopo Jimi Hendrix. Nel senso che non ce n’è per nessuno, una performance migliore è improbabile. Nichi non s’è limitato a scaldarla, la piazza. L’ha proprio infiammata. Ci è entrato in sintonia come un Navi di Avatar parla al proprio pianeta e alle sue piante, alla sua terra, ai suoi strani animali, al suo cuore, al suo cervello. [continua]
Inviato da Davide Orecchio il 13/03/2010 alle 19:39 | Ci sono 4 commenti
22/01/2010
Dialogo con lo smemorato
Alfa incontra per strada lo smemorato e lo riconosce. Quello gli fa un cenno e lui si ferma. Iniziano a parlare.Lo smemorato – Mi sono perduto. Potresti aiutarmi?
Alfa – Non conosci questa città? [continua]
Inviato da Davide Orecchio il 22/01/2010 alle 16:53 | Non ci sono commenti
15/12/2009
Horror movie per piazze e web
Aspettiamo il decreto del governo su piazze e web e incrociamo le dita. Il ministro Maroni ha annunciato “provvedimenti restrittivi” senza scendere nei particolari. Qui però ci stiamo già facendo dei film, sono partiti i titoli di testa e sembra proprio un horror movie. Titoli e fondi sui giornali di destra, dichiarazioni di esponenti Pdl fuori e dentro al Parlamento condiscono uno script da pelle d’oca. Dunque siamo al giro di vite? Social network sotto controllo? Piazze chiuse? Salvatore Borsellino come gli ultrà della curva? La Costituzione da riscrivere perché è sua la colpa dei Tartaglia fan club su Facebook? Aiuto.
[continua]
Inviato da Davide Orecchio il 15/12/2009 alle 13:48 | Non ci sono commenti
14/12/2009
Il sangue di B.
Abbiamo visto il sangue sul volto del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il suo viso tumefatto, sfigurato dalla violenza di una persona incensurata, Massimo Tartaglia, in cura al policlinico di Milano da dieci anni per disturbi mentali, stando alle prime notizie circolate sul conto dell’aggressore. Il premier non ci è apparso solo ferito dalla brutalità di un gesto che ci impressiona tutti e condanniamo, ma nella sua espressione, nei suoi occhi, sembrava di leggere qualcosa di più del dolore fisico: sconcerto, stupore, umiliazione, il non capacitarsi di quanto era appena accaduto.
prosegue qui
prosegue qui
Inviato da Davide Orecchio il 14/12/2009 alle 00:14 | Non ci sono commenti
06/12/2009
No B Day, la manifestazione dei figli
In piazza San Giovanni a Roma c’erano persone di tutte le età, ma io ho visto soprattutto i giovani, che mi hanno illuminato la piazza già buia come tante piccole lucciole sparpagliate intorno a me. Al mio fianco c’era un gruppo di ragazzini che non superavano i sedici, diciassette anni. Mentre Salvatore Borsellino iniziava a parlare, loro già si preoccupavano di pianificare il rientro a casa:
- Dov’è la metro più vicina?
- Mamma ha detto alle otto e mezzo a casa, massimo le nove.
E sull’altro fianco una ragazza (diciannove anni? Venti?) piangeva mentre Borsellino ricordava gli “eroi della scorta”, assassinati insieme a suo fratello. [continua]
- Dov’è la metro più vicina?
- Mamma ha detto alle otto e mezzo a casa, massimo le nove.
E sull’altro fianco una ragazza (diciannove anni? Venti?) piangeva mentre Borsellino ricordava gli “eroi della scorta”, assassinati insieme a suo fratello. [continua]
Inviato da Davide Orecchio il 06/12/2009 alle 13:41 | Non ci sono commenti
20/06/2009
Il Muro Torto che conosco io

Roma. Questa foto, presa dall’alto di Google Earth, non racconta nulla del Muro Torto che conosco io. Questa foto sembra un fotomontaggio come quelle di Berlusconi al compleanno di Noemi. Questa foto è più falsa del Truman Show. Un asfalto camomilloso, un paio di auto appena, alberi simpatetici. È l’incarnazione della felicità urbana. Non è il Muro Torto che conosco io.
[continua]
Inviato da Davide Orecchio il 20/06/2009 alle 02:22 | Ci sono 3 commenti
07/06/2009
Saramago e quella "cosa chiamata Berlusconi"
"Non so quale altro nome potrei dargli. Una cosa pericolosamente simile a un essere umano". Un'"infermità", un "virus", un "veleno" che sta "corrompendo una delle più ricche culture europee". Dalle pagine del País il premio Nobel José Saramago decide di occuparsi del nostro presidente del Consiglio. Lettura per chi non potrà comprare il suo "Quaderno", visto che Einaudi ha deciso di non pubblicarlo. Ma anche altrove, sul sito del quotidiano spagnolo, ci si concentra sul Berlusca. Un articolo del corrispondente Miguel Mora, in doppia versione spagnolo/italiano (assoluta novità per l'informazione su internet) snocciola la saga di Villa Certosa con toni e dettagli che in Italia nessun organo di informazione potrebbe permettersi. Centinaia di commenti dai lettori. Molti proprio dall'Italia. Allora ringraziamo internet. Se la rete fosse esistita - mettiamo date a caso - già nel 1924, e nel 1929, e nel 1938, se allora gli italiani avessero potuto aprire un sito straniero e con un click leggersi qualcosa di... inconsueto, come sarebbe andata a finire? Inviato da Davide Orecchio il 07/06/2009 alle 14:03 | Ci sono 2 commenti
1 - 7 (7 record)




