26/01/2010
Daniil Charms in 33 righe
Ottant’anni fa, anno più anno meno, per le strade di Pietroburgo si aggirava un poeta, ma anche uno scrittore, ma anche uno scrittore per bambini, che aveva deciso di incarnare il nonsense e non solo di crearlo. Si vestiva da gentleman inglese e usava nomi diversi. Scriveva aforismi e brani brevi dove i personaggi avvistavano sfere geometriche e si picchiavano, si picchiavano, si picchiavano. Scriveva dialoghi tra Gogol e Puškin e né il poeta né il romanziere, in quei dialoghi, sembravano volersi bene. Citava i futuristi e amava le attrici. [continua]
Di Davide Orecchio il 26/01/2010 alle 19:03 | Non ci sono commenti
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