25/07/2010
Cosa vogliono leggere?
“Scrivere temi, piccoli saggi sino alla tesi di laurea che un professore deve giudicare costringe chi scrive a uniformarsi alle capacità mentali, spirituali del ricevente e questo incide in maniera negativa sulla necessità dell’autonomia indispensabile per la formazione di un’opera veramente creativa. (...) Certamente se uno scrive per far sapere a tutti quello che già sanno o tutto quello che la gente preferisce ascoltare l’educazione scolastica è perfetta”
Luigi Di Ruscio, La neve nera di Oslo, pp. 30-31.
Luigi Di Ruscio, La neve nera di Oslo, pp. 30-31.
Di Davide Orecchio il 25/07/2010 alle 13:22 | Non ci sono commenti
02/07/2010
Luigi Di Ruscio ho voglia di leggerti
“C’era la destalinizzazione e l’insurrezione d’Ungheria, i carri armati sparano sugli operai, oltre a tutte le mancanze mi ritrovavo anche senza partito, non avevo un lavoro di nessun genere, con le mie poesie ero diventato veramente ‘argomento di riso e trastullo’, eravamo giunti allo schianto, pensavo anche di fare un reato qualsiasi e farmi mettere in galera dove un posto per scrivere in pace sarebbe assicurato, spaccare con un martello le vetrine dei negozi del Corso, squadre d’italici emigravano verso tutti gli angoli del mondo e sarebbe stato stranissimo se tra tanti un poeta fermano non fosse emigrato anche lui e in una fabbrica metallurgica”.
[continua]
Di Davide Orecchio il 02/07/2010 alle 14:13 | Non ci sono commenti
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