03/12/2009
Tre giorni nella vita di Barack Obama
2 dicembre 2009 – Invia 30mila soldati in Afghanistan.
10 dicembre 2009 – Ritira il Nobel per la pace a Oslo.
Di Davide Orecchio il 03/12/2009 alle 19:25 | Non ci sono commenti
15/10/2009
Primarie Pd, l’occasione per creare una rete

Grossa occasione, le primarie del 25 ottobre. Nel Partito democratico ci avranno pensato e ci staranno sicuramente lavorando sopra. È l’occasione per mettere insieme la Rete dei simpatizzanti, per disegnare la mappa degli elettori, magari anche una bella GoogleMappa in stile campagna elettorale di Obama. E sulla base di quella mappa organizzare e promuovere tutte le iniziative future. Basta poco: telefono, domicilio, indirizzo mail o account del social network. Dovrebbe funzionare. E’ anche con questi sistemi che Obama ha vinto le elezioni. [continua]
Di Davide Orecchio il 15/10/2009 alle 18:21 | Non ci sono commenti
09/10/2009
Nobel per la pace. Obama se l'è meritato?

Se l’è meritato? Non se l’è meritato? Se lo meriterà? Il mondo, incluso il diretto interessato, sobbalza con sorpresa sulla sedia alla notizia che alla voce “pace” il premio Nobel 2009 è stato assegnato a Barack Obama. È scappato a tutti quanti un bel Wow! collettivo, mica solo all’inquilino della Casa Bianca.
[continua]
Di Davide Orecchio il 09/10/2009 alle 15:48 | Non ci sono commenti
10/07/2009
Obama, il re Mida del G8
Sarà anche vero che il G8 è l’illusione di un’illusione e che il vero potere a queste tavolate si manifesta non nelle dichiarazioni approvate ma nei veti posti (cos’ha combinato la Cina sul clima docet). Ma, valutazioni generali a parte, abbiamo dovuto inforcare gli occhiali da sole, perché Mr. Obama ancora una volta era più che mai abbagliante. C’è qualche scienziato in grado di spiegare perché qualsiasi cosa tocchi questo leader si trasforma in oro e luce?
[continua]
Di Davide Orecchio il 10/07/2009 alle 13:29 | Non ci sono commenti
11/06/2009
Il razzismo, Obama e la misera Europa
“Ritengo che rientri negli obblighi e nelle mie responsabilità di presidente degli Stati Uniti lottare contro qualsiasi stereotipo negativo dell’Islam, ovunque esso possa affiorare”. Anche se la citazione obamiana rischia di divenire ormai retorica, non si può non misurare tutta la distanza tra il senso e le parole pronunciate dal leader americano al Cairo il 4 giugno e le evidenze della misera Europa che esce dalle ultime elezioni continentali. Elezioni che non hanno premiato le destre – come pure si continua a leggere – ma tante formazioni xenofobe e parafasciste le cui campagne elettorali sono state abbondantemente innaffiate da una retorica e da un linguaggio apertamente razzisti.
[continua]
Di Davide Orecchio il 11/06/2009 alle 19:38 | Non ci sono commenti
01/06/2009
Energia pulita, in America vince il Cap and Trade
Mr. Obama scala la classifica del realismo e perde posizioni in quella dell'utopia.Sembra proprio che negli States abbia vinto il "Cap and Trade". Ossia un approccio soft, e molto politico, alla limitazione di emissioni di gas inquinanti. Il presidente Obama per primo ha sposato questa strategia, che consiste - come spiega il sito www.ecologiae.com - nel regolamentare una sorta di commercio sui crediti per inquinare:
il governo "mette un 'tappo' alla quantità di gas a effetto serra che una società può emettere; quando l’azienda lo supera, deve acquistare quote di inquinamento o di crediti da parte di imprese che restano al di sotto del tetto, così da premiare l’efficienza energetica di aziende che utilizzano energia pulita". [continua]
Di Davide Orecchio il 01/06/2009 alle 14:42 | Non ci sono commenti
15/05/2009
Toni Negri e Obama
A Toni Negri non dispiace il "fenomeno Obama”, che per l'autore di Impero “si presenta come una forza di sinistra” che ha unito nel suo programma interessi capitalistici immediati e forze del “proletariato”. Per Negri la vera importanza di Obama non sta però nel programma economico o energetico (il green new deal), ma nel fatto che il presidente Usa ha dato “una nuova rappresentazione del governo”. “In queste elezioni – afferma Negri – c’è stato un cambiamento costituzionale. Obama non è stato semplicemente eletto dalla società americana, ma è il prodotto dei movimenti di quella stessa società. Un evento che accade per la prima volta, in un paese capitalistico, dagli anni 30 a questa parte”. Secondo Negri la domanda che ci si deve porre riguardo a Obama non è se riuscirà o no a recuperare il “dominio del capitale negli Stati Uniti”, ma se “sarà capace di mantenere vivo il rapporto tra movimenti e governo”.A chi l'ha detto? Alla Tageszeitung
Di Davide Orecchio il 15/05/2009 alle 00:59 | Non ci sono commenti
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